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Via Porta di Castro segue l’andamento del vecchio letto del fiume Kemonia, a pochi passi dal mercato storico di Ballarò; proprio qui, nell’appartamento privato dei due giornalisti Giuseppe Cadili e Valeria Giarrusso si apre una stanza da “Mille e una notte” scoperta a seguito di un restauro, effettuato nell’estate del 2013, ad opera di Franco Fazzio, dove sotto lo strato di intonaco bianco si nascondevano le meravigliose pareti tinte di blu con arabeggianti scritte in argento, miracolosamente resistite all’ossidazione del tempo.

Dopo aver fatto parte dal VI al IX secolo dell’impero bizantino, la Sicilia, nell’826 cade sotto il dominio degli arabi, restando in loro potere per oltre 2 secoli, fino al 1061, anno della successiva conquista dei Normanni. Durante il periodo arabo vengono eretti numerosi edifici, palazzi, moschee, giardini e fontane che con l'arrivo dei Normanni vengono distrutti o irreversibilmente modificati. Gli edifici di età normanna, civili e religiosi, dedicati al culto cristiano, mantengono pertanto una forte impronta musulmana per la permanenza di tecniche costruttive e maestranze specializzate. Ciò accadde perché i normanni adottarono gli usi locali, unificando sotto il proprio dominio popoli di diversa stirpe

Costruita a partire dal 1715 per conto del Principe di Palagonia Francesco Ferdinando Gravina Cruyllas, ad opera dell'architetto Tommaso Maria Napoli, Villa Palagonia, meglio nota come la Villa dei Mostri, è uno dei monumenti siciliani barocchi più conosciuti grazie alla presenza di numerose statue grottesche realizzate in pietra arenaria,  fatte costruire per volere dell’omonimo nipote del principe, Ferdinando Francesco II, detto "Il Negromante".

Nel 1506 il giureconsulto Giacomo Basilico affida le sue terre ai monaci di Monte Oliveto per fargli costruire un convento e una chiesa; quest’ultima fu edificata nel 1509 da Papa Giulio II e mantenne il nome di Santa Maria dello Spasimo in onore alla devozione del giureconsulto. Nel 1535 in previsione dell’invasione turca di Solimano II la struttura venne circondata da un fossato, luogo in cui i monaci avrebbero voluto aggiungere degli alloggi.

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