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Uomo vero o eroe?

9 maggio 1978, la gran parte dell'Italia piange Aldo Moro, mentre a Cinisi, in Sicilia, un giovane attivista ed idealista viene ammazzato dalla mafia ed il suo nome è infangato con l'accusa di terrorismo.
Si tratta di Peppino Impastato (Giuseppe Impastato), un giovane colpevole di aver “disonorato” il proprio cognome e non essersi piegato alla mafia in nome della giustizia e dei propri ideali!
Peppino apparteneva a una famiglia collegata alla mafia, ma non si era mai sentito parte di quel mondo, infatti aveva un rapporto conflittuale col padre.

Citando i Modena City Ramblers: “Negli occhi si leggeva la voglia di cambiare, la voglia di giustizia che lo portò a lottare”.

Fin dai primi approcci al mondo della politica, si era schierato con i lavoratori e con la giustizia, indagando e denunciando; aveva anche fondato un giornale.
Fra le proteste condotte e supportate rientra quella contro l'esproprio dei terreni ai contadini per l'ampliamento dell'aeroporto di Punta Raisi, costruito in questa località per volere delle cosche mafiose.

Nel 1976, Peppino diede una svolta alla sua attività di denuncia, fondando Radio Aut e raggiungendo chi non comprava i giornali. La sua, insieme a quella di pochi altri, era una voce scomoda e pericolosa per quei criminali nascosti dall'omertà della popolazione!
9 maggio 1978, solo due anni, tante denunce e tanto coraggio per vincere le minacce continuamente ricevute.

Peppino è morto, ammazzato, lo hanno fatto esplodere sui binari inscenando un suicidio-attentato, nella campagna intorno c'è il suo sangue!

Due nomi su tutti continuano a pretendere giustizia: Felicia Bartolotta e Giovanni Impastato, la madre e il fratello, quell'unica parte di famiglia che non lo aveva rifiutato e gli aveva dato amore, e che per 24 anni ha lottato fino ad ottenere l'ergastolo per il mandante del delitto.
11 aprile 2002, Gaetano Badalamenti viene condannato all'ergastolo, le sue attività erano state più volte denunciato da Peppino Impastato.
Uomo vero o eroe? In questo mondo, è difficile essere un vero uomo, coerente e fedele ai propri ideali ed alla giustizia; quando si resta soli è ancor più difficile lottare!

Chi riesce ad essere un vero uomo probabilmente è un eroe.

 

Per vivere la storia è consigliata la visione del film "I cento passi", diretto da Marco Tullio Giordana.

 

 

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Ordinary man or hero?

9 May 1978, while the majority of the Italians are crying for the death of Aldo Moro, in Cinisi (Sicily), a young activist and idealist man is killed by mafia and accused of terrorism.

His name is Peppino Impastato (Giuseppe Impastato), guilty of dishonouring his family name and not yielding to mafia in the name of justice and of his ideals!
Peppino's family had connections with mafia, but he had never accepted to be a part of it, that is why he had a bad relationship with his father.

In his eyes you could see the desire of a change, the desire for justice that led him to fight” said the Italian band Modena City Ramblers.
Since his first approaches to politics he had always been on the side of workers and on the side of justice. He used to fight through investigations and declarations and he also founded a newspaper.
His support to the farmers against the land expropriations, especially those which aimed to enlarge the airport of Palermo which was built there because of mafia's affairs, will always be remembered.

In 1976, Peppino became a dangerous man for those criminals that used to be hidden due to people' "omertà" (code of silence). That year, he founded Radio Aut, a powerful mean for his denounce activity that let him reach those who didn't use to read newspapers.
9 May 1978, two year passed, lots of complaints and a lot of courage to resist threats.
Peppino was killed, they made him blow up on the rails putting on a terroristic attack, while the countryside around him is tinged with his blood.
Two people, in particular, still demand justice: Felicia Bartolotta and Giovanni Impastato, his mother and his brother, the only two in the family who had not refused and had kept loving him, the only two who have been fighting for 24 years and finally obtained the insigator’s life sentence.
11 April 2002, Gaetano Badalamenti is convicted with life sentence, his criminal activities were denounced by Peppino several times.
Ordinary man or hero? Being coherent with your own ideals and justice is very difficult in this world, and it gets more difficult when you're almost alone.
He who can be a real man is probably a hero.

 

To live the history it is recommended the vision of the movie "Icento passi", directed by Marco Tullio Giordana.