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La chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio, comunemente conosciuta come Chiesa della Martorana, rappresenta uno dei monumenti sacri più importanti e rinomati della città. La sua costruzione risale al 1143, durante il periodo normanno, per volere di Giorgio d'Antiochia, ammiraglio bizantino, al servizio di Re Ruggero II. Nel 1453 la Chiesa fu donata alle monache benedettine dell'adiacente convento fondato da Eloisa Martorana, da cui l’edificio prese poi il nome. Furono proprio le monache ad inventare la famosa "frutta martorana", dolce tipico siciliano del giorno dei morti (2 novembre).
Nel corso dei secoli la Chiesa ha subito molteplici stravolgimenti architettonici e artistici. Tra la fine del '600 e gli inizi del '700 diverse parti della chiesa furono distrutte e ricostruite secondo il nuovo stile dell'epoca: il barocco. Nel 1870 con il restauro dell'architetto Patricolo, vennero distrutte le preziose e sfarzose decorazioni barocche, delle quali rimane la facciata meridionale, attribuita a Nicolò Palma, e furono riportate alla luce le caratteristiche arabo-normanne originarie. Proprio per la varietà artistica, la chiesa rappresenta la massima espressione della fusione dei diversi stili: bizantino, arabo-normanno, barocco.
Alla chiesa si accede attraverso una scalinata che raggiunge l'antica quota della piazza, chiamato "piano di San Cataldo", e dalla quale si arriva all'ingresso posto alla base della torre campanaria. Il contrasto tra l'esterno e l'interno è molto forte. La facciata si presenta infatti sobria, lineare e, sembra rimasta incompleta in quanto mancante del terzo ordine. L' interno invece è molto ricco e sfarzoso con affreschi, mosaici d'oro bizantini tra i più antichi di tutta la Sicilia e tra i più importanti al mondo. Essi raffigurano il Cristo Pantocratore, episodi tratti dalla Bibbia, ma anche momenti storici come l'incoronazione di Re Ruggero II da parte di Cristo, secondo la concezione teocratica della monarchia normanna, e l'ammiraglio Giorgio d'Antiochia ai piedi di Maria. È possibile inoltre notare all'interno della Chiesa particolari atipici ed eccezionali esempi di convivenza tra culture diverse: un' incisione in arabo, lingua madre di Giorgio d' Antiochia, lungo la parte emisferica della cupola con significato cristiano e iscrizioni arabe tratte dal Corano in due delle 8 colonne. Sotto la chiesa era presente un percorso sotterraneo, che attraversava l'attuale piazza bellini e raggiungeva il "Belvedere" di palazzo Guggino Bordonaro che si affaccia sul Cassaro e dal quale le monache potevano osservare la città. Il 3 Luglio 2015 la chiesa è stata dichiarata Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco e inserita nel circuito "la Palermo arabo-normanna".

 -Dove si trova?   
  Piazza Bellini, 3
-Quando visitarla?
  Dal Lunedì al Sabato 9.30-13.00/ 15,30-17.30
  Domenica e festivi 9-10.30/11.30-13.00
-Costo del biglietto:
  2€, 1€( ridotto per studenti)

 

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The Church of Santa Maria dell’Ammiraglio (Saint Mary of Admiral), generally known as Church of Martorana, represents one of the most important and renowned monument of the city. It was built in 1143, during the Norman domination, by will of George of Antioch, byzantine admiral, under the service pf King William II. The Church was given to the Benedictine nuns living in the near convent funded by Eloisa Martorana, that took its name from her. Precisely, the nuns invented the famous “frutta martorana” (martorana fruits), typical Sicilian sweet in occasion of All Souls’ Day (November 2nd).
During centuries, the Church had been subjected to several architectonical and artistic changes. Between the XVII and XVIII centuries, some parts of the building were demolished and rebuilt according the style of that time: the Baroque. After the restoration by the architect Patricolo in 1870, all the sumptuous and precious baroque decorations were destroyed, except the southern facade of Nicolò Palma and the original Norman-Arab features came to light. Because of this artistic variety, the church represents the maximum expression of different styles fusion: byzantine, Norman-Arab, baroque.
A staircase leads to the church passing through the original height of the square, called “piano di San Cataldo” (Saint Cataldo’s level), from where it is possible to reach the entrance under the bell tower.The contrast between outside and inside is very strong. The facade, indeed, is sober, linear and apparently is incomplete because of the lack of a third architectural order. By contrast, the interior is rich and lavish, with frescoes and golden Byzantine mosaics among the oldest in all of Sicily and among the most important in the world. They represent Christ Pantocrator, episodes from the Bible but also historical moments such as the King William II’s coronation by Jesus Christ, according to the theocratic concept of Norman monarchy, and the Admiral George of Antioch at the foot of Mary. Furthermore, it is possible to notice atypical details and exceptional examples of different cultures coexistence inside the Church: an etching in Arabic, George of Antioch’s mother tongue, but with a Christian meaning on the surface of the hemispheric cupola and Arabic inscriptions from the Koran on two of the eight columns.
Under the church there was an underground path that crossed the current Piazza Bellini and reached the “Belvedere” of Guggino Bordonaro Palace, which overlooks the Cassaro (old popular name for Corso Vittorio Emanuele) from where the nuns could observe the city. The Church is Unesco Human Heritage since July 3rd 2015 and is included in the “Norman-Arab Palermo” itinerary.

-Where is it?
  Piazza Bellini, 3
-When can you visit it?
  From Monday to Saturday: 9.30am- 1 pm / 3.30 pm – 5.30 pm;
  Sunday and public holidays: 9 am – 10.30 am / 11.30 am – 1 pm
-Cost of the ticket:
  2€ standard price, 1€ student price