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Siete curiosi di scoprire uno dei molti luoghi misteriosi e affascinanti di Palermo, dove il sacro e profano si sono intrecciati nei secoli? Allora non potete perdervi questa storia.

La nostra storia inizia nel 1512, quando un chierico Palermitano, Vincenzo Sottile, decise di edificare una Chiesa dove un tempo sorgeva la sua casa, in via Divisi 81 (conosciuta anche come Via dei Biciclettai), votandola a Santa Maria della Grazia.
Nel 1524, la famiglia di suor Francesca Leonfante dei Duchi della Verdura acquistarono la Chiesa e così ella fondò un monastero sotto la regola del Monte Oliveto, diventandone badessa in perpetuo. Dopo la sua morte il monastero si svuotò lentamente ma questo non determinò la fine della storia dell'edificio, bensì l'inizio.
Infatti il monastero divenne un convento in cui venivano ospitate quelle donne che dopo aver vissuto nella dissolutezza, pentite, si convertirono alla vita monastica. Da qui l'edificio prese il nome con cui oggi è conosciuto: Convento delle Repentite (il nome deriva dalle parole latine "Ree Pentite")
Il convento veniva mantenuto grazie ad una tassa emanata dal Senato palermitano "diritto della Bacchetta" che imponeva un contributo alle prostitute ancora in attività che volevano vestirsi con gli abiti delle "donne oneste", ovvero in seta, e non con quelli che rappresentavano la loro condizione di peccatrici.
Il monastero fu abolito nel 1866 e dimenticato per secoli.
Nel 2005 i lavori di ristrutturazione hanno portato alla luce la cripta (circa 16 metri quadri), in cui è custodito un ricco tesoro: un altare seicentesco, la tomba della Madre Badessa, di cui è stata trovata solo una ciocca di capelli e le panche dove venivano appoggiate le defunte i cui i corpi venivano prosciugati prima di venire sepolti, secondo la tradizione dei Cappuccini.
Oggi l'edificio è destinato a dipartimenti universitari.

 

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Are you curious to find out one of the many mysterious and fascinating places in Palermo, where the sacred and the profane intertwined over the centuries? Then you can't miss this story.

Our story begins in 1512, when a Palermitan cleric, Vincenzo Sottile, decided to build a Church where once stood his house, in Via Divisi 81 (also known as Via dei Biciclettai), by voting it to Santa Maria della Grazia.
In 1524, the family of the nun Francesca Leonfante of the Duchi della Verdura dukes bought the Church and so she founded a monastery under the rule of Monte Oliveto, becoming Abbess in perpetuity. After her death, the monastery slowly emptied but this wasn't the end of the building's history, but rather its beginning.
Indeed, the monastery became a convent in which they were hosted women who after living in debauchery, repented and converted to the monastic life. This is the reason of the building's name by which it is known today: Convent of Repentite (the name comes from the Latin words "Ree petite")
The convent was maintained thanks to a tax enacted by the Senate of Palermo "Diritto della Bacchetta" which required a contribution to the still active prostitutes who wanted to dress up clothes of "honest women", in silk, and not with those which represented their sinful condition.
The monastery was abolished in 1866 and forgotten for centuries.
In 2005, the restoration brought to light the crypt (about 16 square meters), in which houses a rich treasure: a seventeenth-century altar, the grave of Mother Abbess, in which was found only a lock of hair and the benches where corpses were resting according the Capuchin's tradition: bodies were dried before being buried.
Today the building is intended to university departments.