Uno splendido angolo di verde dentro la città, un museo all’aperto che vanta oltre duecento anni di attività, questo è l’Orto Botanico.

 

L’origine risale agli ultimi decenni del XVIII secolo nel regno di Napoli e di Sicilia, evento determinante fu, nel 1779, la fondazione della Regia Accademia degli Studi di Palermo con l’istituzione della cattedra di Storia naturale e Botanica.
Il prestigio e la necessità di sempre maggiori spazi ne suggeriranno la collocazione  nel piano di S. Erasmo, accanto alla pubblica Villa Giulia. Tale collocazione, sopravvive sino ai giorni nostri.
Dal punto di vista della struttura, esso si differenzia da un qualsiasi altro giardino perché le collezioni, oltre ad essere disposte secondo canoni estetici, sono ordinate per criteri scientifici. La sua struttura può esser suddivisa in diversi settori; alcuni risalgono alla fondazione, altri sono il risultato dell’ampliamento che ne ha caratterizzato l’ultimo ventennio. L’attenzione al dettaglio connota non solo la disposizione delle piante, ma anche la costruzione delle serre ed il loro stile.
Degno di nota è inoltre l’Erbario costituito nei primi del XIX secolo. Le sue collezioni (piante vascolari, felci, muschi, epatiche, alghe ma anche funghi e licheni) provengono, oltre che dalla Sicilia, da diverse parti del mondo come Australia, Africa, America centrale e meridionale, Europa, ecc.
Dal punto di vista degli edifici, simbolo stesso dell’Orto Botanico è il Gymnasium, originariamente concepito quale sede dell’Erbario, della Biblioteca e delle stanze destinate ad abitazione del Direttore. All’interno delle sue sale è possibile ammirare schede tecniche e testimonianze relative alla creazione dell’Orto ed ai suoi direttori storici.
Ad oggi, l’Orto Botanico è un’istituzione dell’Università degli Studi di Palermo e costituisce la più rilevante struttura didattico - scientifica del Dipartimento di Scienze Botaniche. A partire dal gennaio 2016, L’Orto si accresce di ulteriori 13mila metri quadri, limitrofi all’attuale confine, che lo portano a raggiungere le sponde del fiume Oreto.

 

 

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A wonderful green spot in the city, an open air museum active for more than two hundred years –  this is the Botanical Garden.

The Garden originated in the last decades of the 18th century in the Kingdom of Naples and Sicily, with founding of the Royal Academy of Palermo (with Chair of Natural History and Botany being a part of it) in 1779 being the event that gave a start to it. 
The growing prestige and the need for more and more space had suggested the location in the plan of St. Erasmus, near the public Villa Giulia. The location stays the same until today.
From the point of view of the structure, it differs from any other garden because the collections, as well as arranged according to aesthetic standards, are ordered also by scientific criteria. Its structure can be divided into different sectors; Some date back to the time of the foundation, others are the result of enlargement that has characterized the last
two decades. 
The attention to detail not only connotes the arrangement of plants, but also the construction of greenhouses and their  style.
Noteworthy is also the Herbarium formed in the early 19th century. The collections of which it consists (vascular plants, ferns, mosses, liverworts, algae but also fungi and lichens) have been brought there not only from Sicily, but also from various parts of the world such as Australia, Africa, Central and South America, Europe, etc.
From the point of view of the buildings, the symbol of the Botanical Garden is the Gymnasium, originally conceived as a location for the Herbarium, Library and rooms designated for residence of the Director. In its rooms you can see data sheets and testimonies relating to the creation of the Garden and its historical directors.
Nowadays the Botanical Garden is an institution of the University of Palermo and is the most important educational structure for the Department of Botanical Science. Since January 2016, The Garden increased by another 13 thousand square meters, adjacent to the current border, which led it to reach the shores of the river Oreto.