Nella memoria di chi ama l’automobilismo vi sono corse epiche che non possono essere dimenticate: Mille Miglia, Carrera Panamericana, Targa Florio.

 

Si deve al palermitano Vincenzo Florio e alla sua passione per tutto ciò che era “sport” la creazione della Targa Florio. Ma come conciliare la passione di un nobile aristocratico frequentatore dei salotti parigini con una Sicilia visibilmente carente di strade e di quel substrato culturale? Egli intuì che tale limite poteva costruire il punto di forza del suo progetto: al contrario delle corse dell’epoca, che si disputavano su tracciati piani, lisci e senza asperità particolari, le strade della Sicilia si prestavano con le loro curve e fondi sconnessi a far da eccellente test di validità per uomini e mezzi. A ciò deve aggiungersi il profondo amore per la propria terra che porterà la gara ad avere anche il ruolo importante di opera di valorizzazione turistica del territorio.

 

Il successo della gara la consacrerà definitivamente in ambito internazionale negli anni successivi, le adesioni furono numerosissime e le principali case automobilistiche risposero massicciamente fino a raggiungere l’apice alla fine degli anni 60’: anni in cui le case erano solite creare modelli appositamente progettati per la corsa e schierare i migliori piloti del mondo, già resi famosi dalla F1. Erano gli anni di Ferrari contro Porsche, di Vaccarella contro Eldford.

Proprio Nino Vaccarella va citato come il pilota siciliano più importante di sempre, vincitore e sempre protagonista di numerose edizioni della Targa Florio, nonché della 24 ore di Le Mans del 1964. Nel mondo delle corse è noto con il soprannome di "preside volante" dovuto alla sua attività di preside nella scuola privata di proprietà della famiglia, a Palermo. Celebre è un episodio che mostra tutta la difficoltà di far convivere gli impegni sportivi con il lavoro scolastico, verificatosi al termine della sua gara vittoriosa a Le Mans: Vaccarella, suo malgrado, si vide costretto a rifiutare di partecipare ai rituali festeggiamenti del vincitore per correre all'aeroporto di Orly e poter essere, l'indomani mattina, puntuale alle lezioni.

 

Curiosità: caso unico al mondo, veniva concesso ai piloti di provare le proprie vetture da corsa i giorni prima della corsa sul circuito non interdetto al transito dei veicoli. Immaginatevi lo stupore delle famiglie a bordo delle proprie Fiat 600 al momento del sorpasso da parte di una Ferrari, Alfa Romeo o Porsche da corsa!

 

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In the motor racing history there are epic rides that can not be forgotten: the Mille Miglia, Carrera Panamericana, Targa Florio.

 

There’s someone we should thank for the born of  Targa Florio, Vincenzo Florio, who founded it because of his passion for sports. An issue arose: was it possible to square the passion of a noble aristocrat, frequenter of Parisian salons, with a Sicily visibly lacking of roads and cultural background? Mr. Florio realized that this limit could became the fundamentals of the project: as opposed to the classic races, which were taking place on plans tracks, with a smooth and bump free surfaces, Sicily’s “streets”, characterized by their curves and rough terrain, were appropriate as an excellent validity test for men and vehicles. Another important point is the role of the race in tourism development in the area.

 

The success of the race definitively consecrated it as an internationally appreciated competition. Subscriptions  were numerous and all the major car companies responded massively making the competition reaching its maximum prestige during the late 60’s. In that period car makers used to build  models properly designed for the race and to hire the best drivers in the world, many of them famous because of  F1. Those were the years of Ferrari vs. Porsche, Vaccarella against Eldford.

Nino Vaccarella could be described as the most important Sicilian driver of all time, winner and protagonist of numerous editions of the Targa Florio and champion of the 24 Hours of Le Mans, in 1964. In the racing world he is known by the nickname "flying Professor" because of its principal activities in the private school owned by the family, in Palermo. There’s a famous episode, occurred at the end of his victorious race at Le Mans,  that shows how hard was to join sporting commitments with school work,: Vaccarella, despite himself, was forced to refuse to participate to the ritual celebrations in honour of the winner in order to get to Orly airport so that the day after he could arrive punctual at school.

 

 Curiosity: a unique case in the world, in Targa Florio the drivers were allowed to test their racing cars days before the race even if the roads composing the circuit weren’t closed to civilian traffic. Imagine the amazement of the families on board their Fiat 600 when they were overtaken by a Ferrari, an Alfa Romeo or a Porsche!