Il museo è allestito all'interno del Palazzo Arcivescovile, sede della Curia e del Vescovo di Palermo. La struttura è localizzata nella porzione meridionale della Cattedrale, da quest'ultima completamente assorbita, come testimonia il maestoso torrione campanario neogotico, uno degli stili caratterizzanti la cattedrale stessa.

Fondato nel 1927 dal Cardinale A. Lualdi, Arcivescovo di Palermo, il museo offre ai visitatori uno sguardo su oltre otto secoli di storia della Chiesa palermitana.
Consta di circa 200 tra pitture, sculture e opere d’arte decorativa che vanno dal XII al XIX secolo, provenienti per lo più da chiese palermitane distrutte, non più officiate o non in buone condizioni di sicurezza.

A principio la collezione era costituita dalle sculture che decoravano la Cattedrale, prima di essere "rimodernata" mediante l' aggiunta di rilievi Rinascimentali e Barocchi, come la "Salita al Calvario (Spasimo di Cristo) e Crocifissione" dello scultore palermitano Antonello Gagini (e aiuti).
Il rilievo apparteneva ad un opera ben più grande, forse la più importante dello scultore massimo esponente della famiglia Cagini, maestri della scultura, statuaria e architettura del Rinascimento siciliano. L' opera in questione è la Tribuna marmorea della Cattedrale di Palermo, portata a termine dai figli Giacomo e Vincenzo. Sfortunatamente, la Tribuna venne demolita durante una delle ristrutturazioni della Cattedrale (1797) e le sue componenti sparse per l' edificio stesso. Oggi è possibile ammirare presso il museo due capitelli e due frammenti di parasta (pilastro inglobato in una parete, dalla quale sporge solo leggermente) insieme ad un frammento di cornice marcapiano. 
Per fortuna dei visitatori, un plastico in legno-gesso della tribuna originale in scala 1:10, realizzato dall' Accademia delle Belle Arti del capoluogo, è esposto presso il museo.
Inoltre, realizzata sempre dal Gagini e dal figlio Giacomo, è esposta la "Santa Restituta", scultura in marmo proveniente dalla Cattedrale.
Un grande contributo all' allestimento venne apportato da opere provenienti dal museo nazionale di Palermo quali, tra le tante, pitture di Giorgio Vasari, Marco Pino e Antonio Alberti detto il Barbalonga, quest’ultima ancora oggi presente in mostra ("La Santa Cecilia"). 
Ulteriori allestimenti ed inaugurazioni si sono susseguite nel corso della storia, incluso quello successivo alla II guerra mondiale (1952) con l’obiettivo di esporre anche i beni sopravvissuti ai bombardamenti, tra cui "Il Ruolo dei Confrati Defunti" di Antonio Veneziano. 
Indubbiamente degne di nota sono le opere raffiguranti Santa Rosalia, patrona di Palermo che, secondo la leggenda, morì di peste e salvo la città da quest'ultima. La Santa è infatti ritratta in tre differenti dipinti esposti al museo, quali la "Madonna del Rosario con San Domenico e Santa Rosalia" (ignoto pittore siciliano), l' "Incoronazione di Santa Rosalia" (A. Manno) e la "Comunione di Santa Rosalia" (G. Serenario).

Invero il Museo Diocesano costituisce una risorsa assai notevole per chiunque covi un interesse per l' arte sacra, ma soprattutto per chiunque desideri approfondire la propria conoscenza relativa ad un capitolo importante della storia palermitana.

Come raggiungere il museo
Da Piazza Indipendenza: a piedi, passare attraverso Porta Nuova su Via Vittorio Emanuele e percorrere circa 150 metri. Il Palazzo Arcivescovile, quindi il museo, si trovano sulla via M. Bonello 2, una traversa di Via Vittorio Emanuele, di fianco alla Cattedrale.

 

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English version

"Tum vero ex sacris imaginibus magnum fructum percipi", for sure the holy pictures brought me huge benefits (Decrees from the Council of Trent, Session 25, December the 4th, 1563). This is the sentence everyone who visits the Diocesan museum should keep in mind.

The museum is located inside the Archbishop' Palace, which is the house of the Curia and the Bishop of Palermo. The structure occupies the southern portion of the Cathedral, by which it has been almost incorporated, as the majestic neo-gothic bell tower shows, the neo-gothic being one of the Cathedral's architectonic styles.

It has been established in 1927 by Cardinal A. Lualdi, Archbishop of Palermo, and it offers to visitors an overview of the over eight centuries-long history of Palermo's church.
The collection includes about 200 pieces such as paintings, sculptures and decorative art's works (from the XII to the XIX century), which have been "saved" from destroyed, unsafe or off-duty churches.

At the beginning the collection was made up of the sculptures which decorated the Cathedral, but then it was "modernised" by adding Renaissance and Baroque relieves, such as the "Climb to the Calvary (Christ's agony) and Crucifixion" made by the sculptor Antonello Gagini (and others) from Palermo. The relief belonged to a bigger work, perhaps the sculptor's masterpiece who also was the major representative artist of the Gagini family, masters of sculpture and architecture during the Renaissance in Sicily.
The work mentioned above is the Palermo's Cathedral marble Tribune, which has been finished by Antonello's sons, Giacomo and Vincenzo. Unfortunately, the Tribune was demolished during one of the Cathedral's restoration plans (1797) and its pieces were moved across the building itself. 
Nowadays it is possible to admire in the museum two capitals and two fragments from a pilaster (a particular column embedded into the wall, from which it slightly protrudes) together with a cornice's fragment. Luckily for the visitors, a wood-gesso-made replica of the ancient Tribune (scale 1:10), made by Palermo's Beautiful Arts Academy, is exhibited at the museum. 
Also the "Saint Restituta", another marble sculpture made by A. Gagini and his son Giacomo which comes from the Cathedral, is exhibited. 
Later on, the collection has been enriched with art works from Palermo's National Museum such as, among all, paintings made by Giorgio Vasari, Marco Pino and Antonio Alberti A.K.A. Barbalonga, whose work is still exhibited ("The Saint Cecilia").
Many other set-ups and inaugurations have followed across history, the most important being the one after WWII (1952), whose purpose was to exhibit the goods which survived bombings such as Antonio Veneziano's "The Departed Confreres' Role".
Last but not least, the painting portraying Saint Rosalia, patron of Palermo who, according to the legend, died because of the plague and saved the city from it, are surely noteworthy. The Saint is intact portrayed in three paintings which are exhibited at the museum, such as the "Madonna of the Rosary with Saint Domenico and Saint Rosalia " (anonymous painter from Sicily) the "Coronation of Saint Rosalia" (A. Manno) and the "Holy Communion of Saint Rosalia" (G. Serenario).

The Diocesan museum is certainly a remarkable source for everyone who is interested in holy art, but mostly for those who desire to improve their knowledge about an important chapter of Palermo's history.

How to reach the museum
From Indipendenza Square, walking route: cross Porta Nuova on Vittorio Emanuele Street and step it for about 150 meters. The Archbishop' Palace, and so the museum, are located on M. Bonello 2, a cross street of Vittorio Emanuele Street, next to the Cathedral.