Disseminati per tutto il mondo, ingegnosi, coinvolti in avvenimenti drammatici, gli ebrei hanno lasciato traccia di se anche a Palermo.

Fino al 1492, anno della loro espulsione, gli ebrei risiedevano in una zona vicina al torrente Kemonia, che aveva il proprio centro in una sinagoga conosciuta come “Meschita”.

Secondo una teoria, gli ebrei siciliani chiamavano la sinagoga in questo modo per adattarsi ai nomi arabi. 
Secondo un’altra teoria, una volta che gli arabi furono cacciati dai normanni, gli ebrei costruirono la loro sinagoga nello stesso posto in cui sorgeva la moschea, per questo, per via dell’abitudine, la popolazione ha continuato a chiamare l’edificio “Meschita”.

L’area era occupata da tre gruppi appartenenti a tre fasce sociali divise per ricchezza ed era molto importante per la vitalità economica della città, infatti, a dispetto di umili dimore e botteghe, era fonte di ricchezza grazie alla lavorazione dei metalli ed ospitava anche una scuola.
Le ragioni per cui gli ebrei si stabilirono una zona acquitrinosa sono principalmente due: per la tempratura del metallo e perché, secondo la loro religione, le case dovevano sorgere vicino a un mikvah per i bagni rituali.

Dopo che gli ebrei vennero cacciati da Ferdinando e Isabella, la sinagoga divenne un monastero francescano(1507), poi, nel 1583, ospitò il collegio notarile, nel 1596 passò ai frati Agostiniani Calzati e adesso è sede dell’archivio municipale (architettura progettata da Damiani Almejda).
Una buona parte degli altri edifici del quartiere andò ai creditori degli ebrei.

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Spread all over the world, ingenious, involved in dramatic events, Jews left their sign even in Palermo

Untill 1492 , year of their expulsion, Jews used to reside in an area next to Kemonia torrent, that had its center in a synagogue known as “Meschita”.

According to one theory, Sicilian Jews used to call their sinagogue in this way just to please Arabs.
According to another one, once Arabs were driven away by Normans, Jews built their synagogue in the same place where Arabs’ moschea was situated, this is why, due to old habits, the population continued to call the building “Meschita”.

The area was occupied by three main social groups divided by richness and was very important for the economy of the city, in fact, despite humble houses and stores, it was source of richness thanks to forging activities and it also had a school.
There are two main reasons why Jews chose a swampy location for their establishment: for forging activities and because their religion wanted their houses to be near a mikveh for ritual baths.

After Jews were expelled by Ferdinando and Isabella, the synagogue became a Franciscan monastery (1507), then, in 1583, it held notary’s board, in 1596 it passed to Agostiniani Calzati friars and now it is seat of the municipal archive (architecture by Damiani Almejda).
A lot of the other buildings of the area were given to Jews’ creditors.