Piccoli molluschi da terra e gustosissimo piatto della tradizione culinaria. L’origine della parola babbaluci deriva probabilmente dall’arabo “babush” termine che indicava le scarpe da donna con la punta ricurva verso l’alto, difatti le pantofole di pezza in siciliano si chiamano “babusce”. Alcuni invece ne indicano la provenienza dal greco “boubalàkion”, che significa bufalo, a cui veniva paragonato il “babbalucio” per via delle corna.Già abbastanza apprezzate dai Romani e dai Greci, come attestano alcuni scritti di Plinio il Giovane, le lumache, o chiocciole, hanno conquistato tutti i palati; i Francesi, infatti, ben presto ne fanno il loro piatto forte!
In Sicilia c'è una vera e propria cultura dello loro piccole lumache che vengono suddivise in tre categorie: "babbaluci": quelle piccole, bianche e già aperte; "attuppateddi": (chiuse, otturate) sempre quelle bianche, ma in letargo con l'opercolo; "crastuni": quelle grosse scure.
A Palermo le Babbaluci rappresentano uno degli immancabili simboli culinari del Festino, che si svolge il 14 luglio in onore della patrona della città, Santa Rosalia. In questo giorno di festa per le vie di Palermo, ed in particolar modo al Foro Italico, si mescolano gli odori delle diverse prelibatezze, che fanno da contorno alle protagoniste indiscusse: le lumache all'aglio ed olio (babbaluci alla palermitana).
Per gli "attuppateddi" e i "crastuni" si segue una ricetta differente, che prevede una cottura lenta con cipolla e pomodoro.
Qualunque sia la ricetta usata, le lumache non possono mancare sulle tavole dei palermitani!
BABBALUCI - ingredienti:
1kg di lumache
5 spicchi d’aglio
Un mazzetto di prezzemolo
Olio extravergine d’oliva
Sale e pepe q.b.

ATTUPPATEDDI e CRASTUNI - ingredienti:
500gr di lumache 
500 ml di passata di pomodoro
un pizzico di origano 
mezzo bicchiere di vino bianco 
sale q.b.
1 cipolla 
Olio extravergine d'oliva

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Snails: a common name we use to refer to the small molluscs which are also a delicious dish in European cusine.The origin of the word cames probably  from the arab”babush”that means woman’s shoes with the curved point  on top, this was typical also of the name given to Sicilian  slippers. Other people belive that the name babbaluci instead comes from greek “boubalàkion “ that means buffalo, and it was compared because of the horns.Since the Roman Empire and later the Roman Greece -as Pliny the Younger stated- ,snails were eaten frequently; in France, for example, "escargot" will become a main course .

In Sicily, snails are a traditional food and they are classified into three different categories: "babbaluci", small and white with the open shell ; "attuppateddi" (closed), white but with a shell still closed; "crastuni", biggest and darkest.
Especially in Palerm, babbaluci are the main meal during "Il Festino", a cultural and religious celebration held on 14th July which commemorates Santa Rosalia, the patron saint of the city.
During this day, the whole city prepares itself to every kind of aromas, even if babbaluci are the most appealing delicacies!
The palermitan recipe with garlic and oil is just one of the various recipes; depending on the type of snails, there are plenty of recipes. 
Whatever recipe we are going to follow, we just can't stop the desire to consume them!
BABBALUCI - ingredients:
1kg of snails
5 garlic cloves
parsley
olive oil
salt and pepper to taste

ATTUPPATEDDI e CRASTUNI - ingredients:
1/2 kg of snails
500 ml tomate sauce
origan
1/2 cup of white wine
salt to taste
1 onion
olive oil