Impasto a base di gesso, calce o cemento bianco lucente applicato su un intelaiatura di legno e metallo modellato dalle esperte mani dell’artista che si firmava con una lucertola o una conchiglia che richiamava il suo nome.
Nato alla Kalsa nel 1656, Giacomo Serpotta apprende la sua arte dal padre autore di due statue nella Capella del Crocifisso a Palermo. Alla sua morte l’artista continuerà a frequentare le botteghe degli stuccatori (alla fine del 600 lo stucco era più economico, motivo per cui si moltiplicarono le committenze). I lavori in stucco venivano eseguiti dopo la preparazione di modelli in creta, con lo stampo in gesso al cui interno veniva colato un miscuglio di gesso impastato con colla di pesce, polvere di marmo, calce spenta, sabbia, latte cagliato e infine dopo essere modellato veniva lucidato con uno straccio spalmato di cera oppure dipinto con coloranti dorati. Già a 21 anni, nel febbraio del 1677 costruì sua prima opera documentabile: gli stucchi nella chiesa della Madonna dell’Itria a Monreale; ne susseguiranno altri in chiese, cappelle, oratori di Palermo con commissioni anche nell’entroterra siciliano. Le opere commissionate esprimevano quasi sempre tematiche religiose attraverso le rappresentazioni cristiane, in particolare, dei puttini visti come bambini con attributi sessuali collocati o svolazzanti tra nuvole e santi mentre giocano e si divertono a proclamare la loro freschezza e innocenza, mentre la realtà di quei tempi era molto segnata dalla povertà. Giacomo Serpotta, muore il 27 febbraio 1732 e verrà seppellito nella chiesa di san Matteo al Cassaro. Nonostante siano trascorsi secoli e scoli di storia ammirando i suoi stucchi si rimane ancora incantati, in quanto si coglie l’estro dell’artista in ogni personaggio, espressione del viso, ruga del volto, posa delle mani, piega dell’abito.
 
Indirizzo :
Casa dei Crociferi(via Maqueda),
Chiesa di Santa Ninfa dei Crociferi (Via Maqueda),
Oratorio dei santi Pietro e Paolo (dietro la cattedrale),
Chiesa del Gesù (Piazza Casa Professa),
Chiesa del Carmine (Albergheria),
Chiesa dell’Assunta (via Maqueda),
Chiesa di sant’Orsola( via Maqueda),
Chiesa di Sant’Anna (piazza sant ‘Anna),
Chiesa di san Francesco d’Assisi (piazza San Francesco d’Assisi),
Oratorio di san Lorenzo (piazza San Francesco d’Assisi),
Chiesa della Gancia(via Alloro),
Chiesa della Madonna della Pietà (via Torremuzza),
Oratorio del Rosario di san Domenico ( via dei Bambinai),
Oratorio del Rosario di S.Cita( via Valverde),
Chiesa di S.Sebastiano( Piazza della Fonderia),
Oratorio di Santa Caterina d’Alessandria(via Monteleone),
Chiesa di sant’Agostino( Via sant’ Agostino e Via Maestri d’acqua),
Chiesa di San Matteo(Cassaro)
 
Ingresso: gratuito
 
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Plasters of Serpotta
Mixture composed by gypsum, lime or cement , sparkling white applied on a wooden or metallic trestle contured by the expert hands of the artist that signed with a lizard or a shell which recalled his name.

Giacomo Serpotta was born in Kalsa’s square, he learnt his ability from his father that built two sculptures inside the Crocifisso’s Chapel in Palermo. After his death the artist will continue to attend plaster’s workshop(at the end of 600 plaster was cheaper than before and this is reason why the customers increased). Plasters works were made after the preparation of clay’s models with cutter of gypsum and inside it a mix of gypsum kneaded fish’s glue, dust of marble, lime exstinguished, sand, curdle milk and then after beeing modeled was polished with a rag covered by wax or painted with gold colours. When he was 21, he built his first masterpiece: plasters at Madonna of Itria’s church in Monreale we can find others in churches, chapels , oratories in Palermo with commissions also in the sicilian hinterland. Sculptures expressed always religious themes through christian’s representations, in particular little angels seen like children with physical attributes, flying between clouds and saints while they’re playing and having fun, they confirm their innocence and carefreenesses, instead the reality of that period was marked by poverty. Giacomo Serpotta died 27th february 1732 and was buried in San Matteo church, Cassaro. Despite centuries and centuries of history, admiring his plasters we are still enchanted because we catch the artist’s fancy in every character face and wrinkle expression, position of hands, fold of dresses.